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Potere-Luchè

Potere è il quarto album in studio del rapper italiano Luchè, pubblicato il 29 giugno 2018 dalla Universal Music Group

Je m’arricordo
Comme diciste, “Staraggio co’ te pe’ sempe”
Ma chillu juorno
Fuje sulo una ‘e chelli prumesse ca nun mantieni
Quanti rimorsi
Invece ‘e te chiedere scusa je me ne jevo
Scavo ‘na fossa
Pe’ seppellì chello ca è rimasto ‘e me e te
Tu eri ‘a spalla addò ‘a sera durmevo
Tu eri ‘a stella cchiù bella d”o cielo
Tu diciste, “Je nun tengo segreti”
Tu eri tutto chello ca tenevo
E ‘o saccio ca nun vuo’ suffrì
Ma je nun te saccio dicere “addi’”
E pure si ‘o sto nascunnenno ‘a dinto stongo murenno pecché
Je ce credevo

Je ce credevo-Luchè (Potere)

Ho scelto la parola “potere” perché è la storia della mia vita, [la storia] di un ragazzo che è stato sempre sottovalutato, che ha avuto sempre tantissime difficoltà, è il potere di riuscire a ribaltare la situazione ed affermarsi con le proprie forze, senza l’aiuto di nessuno, è il momento in cui uno realizza di dover acquistare potere per imporsi in questa scena, in questa industria. Io ritengo che quasi tutti hanno riconosciuto il mio valore, la mia bravura, ma non ho ancora nelle mani quell’influenza tale da poter essere decisivo, da poter influenzare i media, una radio o dei festival, ci sono ancora tante porte che mi si chiudono in faccia; poiché non siamo ragazzini di diciotto anni è il momento di prendere una posizione, di dire le cose come stanno, anche di mettersi contro qualcuno, è questo il potere di cui parlo, io ho bisogno di potere per far sì che io resti veramente. […] Essere considerato di serie B è una cosa che odio e la combatterò fino all’ultimo e perciò Potere, adesso farò delle mosse che inevitabilmente dovranno portare potere alla mia squadra. Abbiamo giocato su poter realizzarsi e di conseguenza imporsi, potere in questo senso significa imporsi, non potere economico; poter imporsi e riuscire a prendersi quello che uno merita.

Non ti amo più e non so come dirtelo
Dopo la rabbia noi ci stringevamo più forte di prima (più forte di prima)
Io che morivo al solo pensiero di averti ferita (di averti ferita)
Abbiamo dimenticato che l’amore è solo complicità
Non è vero che se soffri ami di più
Mi hanno detto che amare è dare il meglio di sé
Lasciarti volare per poggiarti su di me (su di me)
Sono stanco di stracciare foto che non rifaremo mai (non rifaremo mai)
E di te che approfittavi della mia fragilità

Torna da me-Luchè (Potere)

Lavorare a Potere è stato davvero intenso e difficilissimo, non ho mai temuto di deludere le persone, la mia ossessione più grande era deludere me stesso.
Ogni volta che inizio un disco nuovo, nonostante tutti dicano il contrario, comincio a dubitare di me come non mai, mi sale la paura di non saper rappare più, mi viene la paranoia di non aver niente da dire, di cercare ossessivamente la hit invece di pensare al corpo del disco, mi sento pesante, grave, troppo viscerale, poco ironico, banale o troppo profondo, insomma vedo difetti ovunque.
La pressione che avevo durante la lavorazione di Potere era enorme, tutti dicevano che non avrei mai fatto meglio di Malammore e questa cosa pesava molto sulla mia concentrazione, riascoltavo Malammore a loop cercando di capire cos’era il punto forte di quel disco.
Più lo ascoltavo e più non ci trovavo similitudini con tutto quello a cui stavo lavorando al momento.
Mi dicevo che i testi nuovi che stavo scrivendo erano vuoti, privi di sentimento, privi di rime geniali, privi di immagini forti.
Ho passato nottate a tormentarmi senza dormire e a colpevolizzarmi per non essere più in grado di scrivere qualcosa di forte.
Ho trascorso dei mesi davvero bui, giornate intere in cui non mi usciva neanche una parola, per un momento amavo i beat del disco, un attimo dopo, in una frazione di secondo, li odiavo, e anche l’odio verso me stesso aumentava sempre di più, mi rendevo conto che stavo diventando una persona intrattabile, era davvero difficile per il mio team starmi vicino, ogni loro parola serviva a poco, ero in crisi totale.

Cosa si prova a sentire la mia voce che esce dallo stereo?
Dimmi, stai ancora cercando in un altro quello che ti avevo promesso?
Io ti ho insegnato che un uomo che non ha emozioni non è un uomo vero
Io ti ho insegnato a portare i capelli all’indietro
E il rossetto rosso se vesti di nero
A puntare in alto più in alto del cielo
Che la preghiera è solo un desiderio
E che i ricordi bagnati nell’alcool
Fanno più male che bere il veleno, ah

Star-Luchè (Potere)

in tutto questo devo ancora decidere il titolo e si sta facendo tardi, Jacopo mi scrive che stiamo rischiando di slittare a settembre, io taglio la testa al toro e decido: Potere.
Gioco sul doppio significato della parola, potere come verbo, cioè poter cambiare le cose, in questo caso le sorti della mia carriera, e potere inteso come forza, influenza, potere decisionale, diffe-renza.
Quello di cui sento di avere ancora bisogno è proprio il potere nelle mie mani che mi possa proiettare in una posizione decisiva, in cui nessuno possa più ignorarmi, in cui le mie mosse siano determinanti e condizionino tutta la scena.
Voglio che il mio sound diventi un punto di riferimento, voglio dimostrare a tutti che proprio nell’ondata trap non è detto che i dischi debbano suonare tutti uguali, voglio che vengano fuori i testi, la passione, il dolore.
Voglio ribaltare la musica italiana e far capire a tutti che anche qui c’è qualcuno dalla forte personalità che fa musica sul serio, che vive e muore per questa roba, per l’arte.
Voglio che i giornali mi notino, voglio che le radio mi suonino, voglio che i festival importanti mi chiamino.
Voglio diventare un big e rimanere un big per sempre.
Per fare questo ho bisogno di potere, ho bisogno di fare numeri, ho bisogno di fare polemica, ho bisogno di essere notato e il disco è solo il primo passo per raggiungere quest’obiettivo, ho ancora tanto in programma per realizzare questo goal.

Non ti lascerò mai abbandonarmi
Tu sei l’unica voce che mi difende
Sei l’unico che mette l’anima e lo fa ancora per me
Sei l’unico che mi vede ancora come arte
Sei l’unico che mi usa per uno scopo nobile
So che a volte mi odi per come mi comporto con gli altri
Sembra tutto facile per loro, ma io ti faccio soffrire apposta
Perché solo quando soffri sei capace di dire la verità
E di entrare in contatto con te stesso
E quando hai voglia di girarmi le spalle
Ricorda chi sono davvero
Tu lo sai chi sono

Lo Sai Chi Sono-Luchè-Coco (Potere)

TRACKLIST:

Composto da 16 brani:

  1. Intro (feat. Paola Imprudente) – 1:20 (musica: Rosario Castagnola)
  2. Potere/Il sorpasso – 7:24 (musica: Samuele Masia, Luca Imprudente)
  3. Nada – 3:45 (musica: Rosario Castagnola, Salvatore Allozzi, Luca Imprudente)
  4. Je ce credevo – 3:22 (musica: Rosario Castagnola)
  5. Facile – 3:37 (musica: Rosario Castagnola)
  6. LV & Balmain (feat. Gué Pequeno) – 5:03 (testo: Luca Imprudente, Cosimo Fini – musica: Rosario Castagnola, Salvatore Alluzzi)
  7. Torna da me – 3:00 (musica: Rosario Castagnola)
  8. Star – 4:27 (musica: Luca Imprudente, Salvatore Alluzzi, Sarah Tartuffo, Rosario Castagnola)
  9. Lo sai chi sono (feat. CoCo) – 5:41 (testo: Luca Imprudente, Corrado Migliaro – musica: Guido Parisi)
  10. Diamanti nei denti – 4:27 (musica: Antonio Lago)
  11. 10 anni fa (feat. CoCo) – 3:10 (testo: Luca Imprudente, Corrado Migliaro – musica: Tashmin Zene)
  12. Non abbiamo età – 3:02 (musica: Sarah Tartuffo)
  13. Dormiamo insieme – 4:37 (musica: Valerio Passeri)
  14. Gli altri – 3:43 (musica: Sarah Tartuffo)
  15. Potere 2 (feat. Enzo Avitabile) – 4:39 (testo: Luca Imprudente, Enzo Avitabile – musica: Guido Parisi)
  16. Al mio fianco (Night Skinny feat. Luchè) – 3:22 (musica: Luca Pace)

Un giorno tu lo vedrai
Che non c’è un altro come me
Un giorno lo capirai
Che non c’è un altro come me
Quel giorno io ti dirò
Sai non ce n’è un altro come me
E tu mi risponderai
Non ce n’è un’altra come me

Non Abbiamo Età-Luchè (Potere)

D’inverno la mia scrittura è più dura e malinconica mentre in primavera è più sognante, perché quando arriva il primo sole, io sogno la California, sogno quei tramonti infiniti sulle spiagge di Malibù, sogno la libertà, sento il vento caldo sbattermi in faccia mentre guido una cabrio, mi sento più vicino a me stesso, mi voglio più bene.
In una di quelle sere d’inverno proprio su quel davanzale in meno di venti minuti scrivo la terza strofa di Nada.

So che una persona vera non c’è
E so che tu hai solo me
Ma potrai diventar chi vuoi
Sarò sempre lì a fianco a te
Le tue ferite ancora aperte
Le mie parole sono sale
Ma come un tattoo sulla pelle
Non è vero se non fa male

Dormiamo Insieme-Luchè (Potere)

So che non è facile
Credere ai miei occhi quando sono fragile
Guardare attraverso le mie lacrime
Per vedere quello che provo a nascondere
Sono stato danneggiato così tanto che
Non so cosa dire quando siamo soli io e te
E la musica parla per noi
E vorrei sentirti dire che mi vuoi
Vorrei che mi chiedessi l’amore cos’è
Vorrei che mi guardassi come guardi un re
Lo so che l’odio è un sentimento debole
Ma ne ho il cuore pieno quando penso a me
Che non riesco mai a sentirmi forte
Non riesco mai a fidarmi
Non riesco ad accettarmi mai
Ora ti prego stringimi tra le tue braccia
Perché una bocca mente anche quando bacia

Gli Altri-Luchè (Potere)

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