L’altra sera riflettevo sulla separazione dei miei genitori e sul fatto che apparentemente sembri non aver avuto nessun effetto su di me.
Ricordo che dicevo a me stesso e agli altri: è molto meglio ora che i miei genitori hanno preso ognuno la propria strada, rispetto a prima quando vivevamo tutti insieme sotto lo stesso tetto in un clima teso e stressante. Riflettendoci però, e ricordando gli episodi spiacevoli a cui io e mia sorella abbiamo assistito, non posso credere che tutto questo non abbia avuto una conseguenza sul mio modo di vivere le relazioni e il mio rapporto con le donne.
A dire la verità, per un lunghissimo periodo, ho avuto una pessima considerazione delle donne, dovuta forse alle mie esperienze intense ma sempre negative, soprattutto per come andavano a finire. Sono rimasto sempre molto deluso.
Adesso, dopo tanti anni, dopo essermi analizzato di più e più a fondo, sono consapevole di essere stato anch’io il problema. Oggi capisco che la mia personalità, seppur di base già definita, si è strutturata ed è uscita fuori nel tempo, quindi il ragazzo che ero dieci anni fa reagiva e gestiva in maniera completamente diversa le emozioni, trovandosi spesso a fare errori su errori che spingevano le ragazze ad andare via.
Con questo non voglio assumermi tutte le colpe, perché ritengo comunque di non aver saputo scegliere le donne con cui avere una relazione secondo dei canoni sani, ho sempre creduto che le persone complicate e dannate fossero quelle giuste. Mi innamoravo sempre del dolore di una persona, cercando di guarirla o di darle un motivo per essere felice, invece di trovare affascinante una donna stabile e serena, che ai tempi consideravo noiosa.
Per gran parte della mia vita e, non lo nego, forse ancora un po’ adesso, ho considerato le donne delle grandi arriviste, scalatrici sociali che sceglievano, attiravano e scaricavano il proprio uomo in base a quello che potesse offrire loro in quel momento, decise ad andarsene da qualcun altro, non appena si fossero rese conto di meritare di più.
Ho sempre sognato una donna che scegliesse me come una missione, come si dice in americano, una “ride or die”, che mi restasse accanto indipendentemente da cosa stessi attraversando in quel momento, nella buona e nella cattiva sorte.
Dato che sono una persona davvero difficile da seguire emotivamente, soprattutto tanti anni fa quando ero molto insicuro e mi sentivo inferiore agli altri, volevo una donna che capisse il mio valore nascosto e superasse con me determinate incertezze, insomma che andasse oltre, che mi stesse vicino nonostante tutto.
È un discorso abbastanza egoistico, lo ammetto, però io sono così e lo sono sempre stato, cioè quando m’innamoro di una persona, a meno che non succedano cose gravi, sposo la causa e vado avanti fino alla fine. Non sono uno che cambia idea o si annoia subito, se decido di stare con qualcuno lo faccio senza stancarmi, sono uno su cui puoi contare, mi piace sentirmi la spalla forte di una coppia.
Sognavo una ragazza che la pensasse come me, ma su questo non sono stato molto fortunato, nonostante abbia sempre avuto fidanzate eccezionali sul piano caratteriale, e bellissime. Le donne hanno un grande ruolo nella mia vita, una bella donna mi dà energia, mi fa sentire vivo, mi spinge a migliorarmi, apprezzo la femminilità come un’opera d’arte, mi piace la fase dell’infatuazione, dei primi sguardi, la sensazione che provi quando capisci che l’interesse è reciproco e quando ti arriva quel messaggio che aspettavi.
Non sono il classico uomo animalesco che vede la femmina come un oggetto da conquistare per dare conferme al proprio ego insicuro, a me piace esattamente avere a che fare con le donne, lo trovo un rapporto magico fatto di fascino, mistero e seduzione. Ne apprezzo le curve, la carnagione, il sorriso, il modo di camminare e mangiare, le mani e i piedi, i capelli, la grazia mondo disi muovono nello spazio intorno a loro. È naturalmente il cervello.
Le osservo molto: non c’è niente di più bello e di più attraente da guardare su questa terra, per me sono la perfezione. Questa mia grande passione è un’arma a doppio taglio perché è vero che mi dà energia, ma allo stesso tempo puo’ anche impossessarsi di me e condizionare le mie giornate, il mio mood, il mio rapporto con il mondo.
Se litigo con la donna che amo, la mia giornata è fottuta, non riesco a fare nient’altro, e questa cosa è grave perciò cerco di combatterla ogni volta, fallendo però miseramente.
Sono arrivato alla triste conclusione che per una persona come me avere un amore sia sintomo di debolezza o meglio di vulnerabilità.
Ho così tante pressioni e responsabilità che essere emotivamente coinvolto in una relazione amorosa potrebbe distogliermi e deconcentrarmi, rallentando il mio processo creativo e di conseguenza il mio lavoro. Ovviamente, non vorrei rimanere solo per il resto della vita, sogno ancora di trovare la persona giusta che possa darmi tutto quello che voglio, vorrei una ragazza sia forte sia accomodante, che sappia bene qual è il suo ruolo nella coppia e che lavori insieme a me nella stessa direzione, proprio come una squadra.
Quello che sto dicendo è banale, lo so, è quello che sognano tutti, in pratica in due righe ho riassunto il concetto di coppia perfetta, però come tutte le altre cose della mia vita o sarà così o niente. Non riesco a immedesimarmi nella classica coppia che sta insieme perché ormai si è adulti e a una certa età bisogna mettere su famiglia eccetera eccetera. Io voglio una relazione forte, romantica ed estrema, voglio essere orgoglioso della donna con cui sto, voglio che mi brillino gli occhi quando la presento a qualcuno, voglio essere sicuro della nostra unione, senza dovermi sentire per forza quello che ama meno, che sfugge per essere rincorso.
Molti recitano un ruolo, spesso nascondono le proprie emozioni per apparire forti e indipendenti, vogliono sembrare meno interessati per giocare con i sentimenti del partner e correre quel rischio perenne di perdersi che paradossalmente unisce le persone. Questo per me non è sano, non nascondo che funzioni e che spesso mi sono trovato anch’io in questa situazione, per poi capire che non si tratta d’amore ma di un gioco nel quale nessuno vuole perdere.
Quando si confondono i sentimenti con le proprie insicurezze, si confonde l’amore con la possessività, non si accetta la “sconfitta”, il distacco, l’indipendenza, ci si convince che la persona sia quella giusta solo per non affrontare una delusione, per non venire snobbati e non provare un senso di inferiorità, inutilità. Per tanti anni della mia vita io mi sono vissuto così, esattamente inutile e non importante abbastanza da essere amato come amavo io. Questa cosa mi uccideva, mi faceva sentire davvero l’ultimo degli ultimi, era come se la donna fosse un traguardo irraggiungibile o ancora meglio un’illusione che poi svaniva quando era diventata parte di me.
Ho sempre dato tanto nelle mie relazioni e questo, quando non hai a che fare con la persona giusta, ti si ritorce contro perché la donna inizia a sentirsi padrona della situazione e trova problemi ovunque, tutto si fa più difficile anche perché si è giovani e ci si affaccia per la prima volta al mondo degli adulti. Invece di considerarmi una forza per andare avanti insieme, io sono sempre diventato il capro espiatorio, finivano per scaricare tutte le loro frustrazioni su di me che ero lì e non sarei andato da nessuna parte, o almeno così credevano.
Un atteggiamento che ha accomunato molte donne della mia vita è stato darmi per scontato. Hanno sempre creduto che la mia dolcezza e il mio dare tutto me stesso fosse segno di debolezza, non hanno mai capito quanto forte fossi; un’altra differenza tra l’uomo e la donna, che ho constatato sulla mia pelle, è che quando una donna decide che una relazione non fa più per lei non ci pensa due volte a tagliare, mentre l’uomo, magari tradisce, ma va avanti fino allo stremo, è più restio al cambiamento, alla separazione, agli abbandoni. Anche quando l’amore da parte di un uomo finisce, lui si trova sempre in difficoltà a lasciare la donna, un po’ per senso di colpa, un po’ perché alla fine non abbiamo le palle di lasciar libera una persona che stiamo ferendo ancor di più prolungando il rapporto. Io ero un po’ così prima, adesso non più, se una cosa non mi sta bene o se percepisco subito che la relazione non mi fa bene, ho la forza di tagliare. Sono diventato più cinico e rispettoso di me stesso, anche se le donne pensano che io non abbia un cuore o che mi avvicini solo per ottenere quello che tutti gli uomini vogliono. Discorso alquanto banale ma purtroppo vero. Fatto sta che tutte le mie ex sono poi tornate indietro cercando di riprovarci, ma senza successo, e anno cosi scoperto una persona per loro diversa, di cui non si erano mai accorte. Col passare degli anni, ho capito che l’amore non e compromesso, non è accettarsi dandosi pizzichi sulla pancia, non è sacrificio, non è un patto né una promessa, l’amore è la cosa più semplice del mondo. L’amore non è altro che sentirsi se stessi in coppia, non avvertire nessuna pressione, istinto, supportarsi a vicenda senza neanche doverselo dire, fare le cose semplici insieme senza annoiarsi, svegliarsi e sentirsi soddisfatti.
Se una persona non ti fa sentire così, non è amore, è qualcos’altro, qualcosa di contorto che finisce per travolgere in un uragano di emozioni chi non è pronto a darsi o chi non si conosce davvero. In questo capitolo terrò fuori il vero nome delle donne importanti della mia vita perché proprio come ho sempre fatto sui social, non mi va di mettere in piazza la mia vita personale fino a questo punto. Mi interessa raccontarmi, parlarne, rendere pubblici i miei pensieri, ma c’è un limite a tutto, cosa che molte mie ex non hanno mai capito.
Il fatto di non pubblicare foto con le mie partner è sempre stato un problema enorme, ho provato mille volte a spiegare che la gente è cattiva, che per ogni bel messaggio d’amore che riceviamo ce ne sono tanti di odio, ma soprattutto che c’è un numero infinito di persone che vogliono solo sapere i fatti tuoi e che magari attraverso i social potrebbero utilizzare qualsiasi stronzata per mettere in pericolo la tua relazione. E siccome le mie emozioni sono davvero profonde, una cosa del genere potrebbe veramente rovinare la mia esistenza e quella della mia partner, perché per la vita che faccio e il ruolo che ricopro, sarebbe molto difficile credere a me se qualche idiota mi sputtanasse.
Insomma, è una situazione davvero critica.
Oltre a questo rischio, sul quale potrei anche sorvolare perché sono in pace con me stesso, le cose che mi darebbero fastidio sono le offese o gli apprezzamenti volgari sulla mia donna, mi darebbero troppo fastidio leggere cose del genere sulla persona che magari gli altri vedono come oggetto di conquista, che invece per me significa tutt’altro. Purtroppo molte ragazze sono troppo insicure per capire questo discorso, almeno quelle che sono state con me, spesso giovani, c’è anche da dire questo, cresciute nell’epoca dei social dove è cool prendersi qualche like in più mettendosi in mostra.
Poco tempo fa parlavo del perché io non riuscissi a fidarmi delle donne, c’è qualcosa dentro me che mi dice; non farlo, non lasciarti andare, loro cercano sempre il prossimo, quello più famoso, quello più ricco o semplicemente quello che le fa “soffrire” di più. Davo la colpa della mia insicurezza alla separazione dei miei genitori, che però nonostante tutto sono sempre stati presenti nella mia vita e hanno dimostrato rispetto e amore verso se stessi, infatti, ancora oggi passano tantissimo tempo insieme, quasi da sembrare una coppia ai miei occhi. Quindi ho pensato che fosse tutto dovuto alla mia prima esperienza d’amore.